Con la vittoria di Macron, Bruxelles può tirare un bel sospiro di sollievo; ma ha ben poco da festeggiare.
Il quadro politico della Francia, fondamentale Stato fondatore dell'Unione Europea, è in evoluzione ed è ancora presto per decifrarlo.
Le forze dell'establishment politico sono in crisi.
Il partito socialista del Presidente uscente Holland - che non si è ricandidato vista la propria travolgente impopolarità - ha le ossa rotte, anzi, frantumate.
Non se la passa meglio il partito gollista, il cui candidato, Fillon, non è arrivato al ballottaggio perchè "azzoppato" per via giudiziaria.
Emmanuel Macron è stato fenomenale nel cogliere l'opportunità e ha vinto; ma manca di fascino, deve dimostrare di essere un leader, e deve costruire un partito da zero.
Il Front National, dal canto suo, ha aumentato di molto i propri voti, sia in senso assoluto (al primo turno), sia in senso relativo (al ballottaggio). Marine Le Pen promette di cambiare pelle al proprio movimento, in autunno, per mandarne definitivamente in soffitta i tratti più "impresentabili", stringere alleanze, infrangere il "fronte repubblicano" e tentare davvero, la prossima volta, di vincere.
Nel frattempo, a giugno ci sono le elezioni legislative. Saranno quelle elezioni a indicare veramente quale direzione intende prendere la Francia.
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domenica 7 maggio 2017
sabato 6 maggio 2017
"Macron leaks": anche le presidenziali francesi hanno i loro hacker
Colpo di scena nelle ultime ore prima del voto delle presidenziali francesi: anche la campagna elettorale di Macron è rimasta vittima di un hackeraggio informatico.
Qui trovate un servizio piuttosto dettagliato della Reuters.
Attenzione: le similitudini con quanto avvenuto durante le presidenziali USA sono solo parziali.
Innanzitutto, Wikileaks non c'entra, o perlomeno, non c'entra direttamente. Nel senso che le informazioni non sono state divulgate dalla piattaforma gestita da Assange, ma sono state pubblicate su un altro sito che consente la condivisione anonima di files. La differenza non è secondaria, perché Wikileaks si fa vanto di condurre verifiche sull'autenticità delle informazioni, prima di pubblicarle.
La cosa singolare è che Wikileaks si sta dando un bel da fare per verificare, ora, se i #Macronleaks - questo è l'hashtag che gira sui social - contengono notizie false. Quale è l'interesse di Assange nell'investire tempo e risorse per verificare notizie divulgate da altri? Chissà.
La Commissione di controllo della campagna elettorale ha reagito in modo truce, sostanzialmente diffidando i media "seri" dal divulgare i "Macron leaks" senza prima aver verificato la veridicità delle notizie (cosa ovviamente impossibile da fare in poche ore).
Molti si chiedono se questo ennesimo attacco hacker è in grado di influenzare l'esito del voto. Assange, che di queste cose se ne intende, da Twitter si mostra scettico: ritiene che sia troppo tardi, è iniziato il silenzio elettorale e gli elettori hanno già maturato le proprio decisioni.
Ma allora, quale è l'obiettivo degli hacker?
Per chi si fa questa domanda, il "sondaggio" lanciato da Wikileaks sul proprio profilo Twitter contiene delle opzioni interessanti: come si dice in inglese, "food for thought".
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