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Il Primo Emendamento è il terreno di scontro tra Trump e i suoi oppositori

Trump difende i nazisti. Trump è amico dei suprematisti bianchi e del Ku Klux Klan. Trump è razzista. Trump, con i suoi commenti dopo i fatti di Charlottesville, è venuto meno agli standard morali minimi che devono essere rispettati dal Presidente degli Stati Uniti. Anzi, è semplicemente pazzo. Questo è il messaggio bombardato, urbi et orbi, da “main stream media” (= giornaloni seri), seguaci di Obama e Clinton, commentatori, conformisti e pigro-pensanti vari. Ma la realtà è ben diversa. Per comprendere la vicenda, occorre collocarla nel suo contesto. E per farlo, sono necessarie due premesse. Prima premessa. L’accusa a Trump di essere razzista/neonazista è una barzelletta. Trump non è razzista, la sua storia personale, imprenditoriale e famigliare lo dimostra. Certo, all’occorrenza tirano sempre in ballo quella vecchia causa per discriminazione razziale che gli fecero per uno dei suoi condomini; sottacendo che per quella vicenda non vi fu alcuna condanna, perché si chiuse con un acc…

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